Bravi. Ben fatto. Negandogli il diritto a parlare nella vostra prestigiosa università, avete fatto di un teologo integralista e reazionario un martire. E vi siete anche coperti di ridicolo, scendendo in strada a predicare la laicità e la libertà di pensiero contro i dogmi della Chiesa con i toni e i modi di una “fede” che non tollera il contraddittorio.
Mettersi contro la Santa Sede poi, Stato maestro nella diplomazia non da centinaia, ma da migliaia di anni. E infatti il Vaticano bene ha saputo cogliere la ghiotta occasione, non imponendosi ma anzi comunicando la “resa” con calcolato distacco.
Ai paladini della laicità e della libertà di pensiero, in lotta con l’oscurantismo clericale, chiedo: cosa avete ottenuto?
Ve lo dico io:
che le responsabilità storiche del Papa più reazionario visto salire sul soglio pontificio da decenni sono passate in secondo piano.
Che egli ha incassato inevitabile sostegno anche da chi generalmente lo avversa.
Che chi è davvero laico , ora deve tapparsi il naso e riconoscere la classe e l’astuzia della diplomazia pontificia.
Che problemi reali come la crescente ingerenza della Chiesa nello Stato, favorita da una politica a e sempre a caccia dell’ultimo voto, o l’indegno alla legge 194, vera conquista di libertà delle donne, per il momento restano fuori dal dibattito politico.
Cosa verrà poi? Il divorzio?
Gli avversari si battono nel confronto e con la forza delle idee, non chiudendogli la bocca, altrimenti da reazionari si trasformano in eroi del libero pensiero.
La prossima volta fatevi gli affari vostri.









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