Archivio per Febbraio 2009
Più che Wired, digital divided
Stamani Luca Sartoni, abbonato Wired Italia, ha regolarmente ricevuto nella posta una copia del primo numero della rivista. Vive, opera e fa danno a Ravenna.
Stamani io, abbonato Wired Italia, del primo numero della rivista non ho visto neanche l’ombra.
Abito a Roma.
Qualcosa non torna.
Ridateci la nostra Repubblica
Il “piazzista di Arcore”:
- quello che parla al singolare e in prima persona quando descrive le intenzioni del Governo;
- quello che immagina gli italiani come una versione allargata del pubblico che ogni giorno assiste ai programmi da decerebrati trasmessi dalle sue emittenti (e forse ha anche ragione);
- quello che ci ha appena deliziati con un sistema pensato apposta per perseguire non tanto e non solo chi fa apologia di reato on line – che ci starebbe pure – ma anche chiunque esprima un’opinione forte di dissenso;
- quello che si è fabbricato l’impunità assoluta, che è “più uguale degli altri” davanti alla legge;
- quello a cui ora non sembra vero poter decidere della vita e della morte di qualcuno.
Quello (sempre lui) ora ci dice e promette che, se non può fare come vuole e deve dar conto a qualcuno delle sue scelte (leggi il Quirinale), allora cambierà (riecco il singolare) la Costituzione.
Ha i numeri per farlo. Né scrupoli, né decenza possono trattenerlo.
Possibile che nessuno, ma proprio nessuno senta il bisogno di scendere in piazza spontaneamente, senza bisogno di innalzare stendardi, gagliardetti e manifesti inneggianti ad ideologie logore, rivendicazioni ipocrite, partiti fantoccio e leader falliti?
Possibile che nessuno senta semplicemente il bisogno di dire ad alta voce “ridateci indietro la nostra cazzo di Repubblica”?










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